La malinconica agonia di una volpe rasoiata dall’auto e poi portata in casa a morire, il litigio per il possesso di una cagna innamorata dei suoi due padroni, la storia di un’anatra testardamente legata ai suoi posti e poi catturata, la metamorfosi di un uomo in centauro. Quella di Alfredo Lucifero è la voglia del narratore di infilarsi nei panni dell’animale finché non sai più se è quest’ultimo a pensare o a emozionarsi o se è l’uomo a farsi di piuma, di setola o pelo. Uno stile che ricorda le parole semplici e i toni di favola che ti leggevano piccolo, ma senza alcuna morale finale, perché il senso del narrare si esaurisce nel riportare il fatto, come il piacere di una camminata per i boschi o il godimento fine a se stesso di una cacciata. E dunque la sfortunata storia del cinghiale Gino, i ricordi delle cacciate con Don Peppe, l’intrusione di un telefonino dispettoso, una fagiana che resta ad aspettare il proprio maschio inseguito dai cani e dall’uomo. E ancora istrici, tortore, il canto delle quaglie, i voli delle anatre, la posta al cinghiale e la riposta della beccaccia, le starne, i cani. Bene ha scritto Massimo Scheggi nella prefazione ai racconti che la cifra di Lucifero non sta tanto nella poesia quanto nella memoria e quindi nel paragone a cui ogni episodio ci costringe: la certezza di non essere più gli stessi, di essere cambiati come cambiata è la natura attorno a noi. Prima più ricca, ora un po’ più povera. Forse dal tempo ci salva la caccia. E le emozioni che ci restituisce intatte.

Come Acquistare

Il Fagiano e il Cinghiale

Listino            € 14,00
Editore           Editoriale Olimpia
Data uscita   04/2006
Pagine           160, brossura