Prefazione parte 1 - Lia Bronzi

È una sincera tempra di narratore, quella di Alfredo Lucifero, che ha conquistato gradualmente una sempre maggior espressività e oggettività come risultato di uno scavo profondo interiore, infatti egli non disperde le proprie energie solo nell’onirico, nel sogno, ma ne realizza il connubio con la realtà, alla quale pienamente aderisce con tutte le sue forze, con la magica capacità di animare fatti e rapporti al fine di dare vita ad un mondo che, evocato da fatti del quotidiano, tende ad assumere valore di assoluto.

Ed è così che questo nuovo romanzo dal titolo “La laurea e l’amore” diviene un lungo racconto che un reiterato fil rouge: la discussione della tesi di laurea, con la conseguente conclamazione di dottorato in legge, sospirato e desiderato punto d’arrivo del giovane Lucifero.

La passione autobiografica si snoda secondo un’ambientazione corale e rasserenata, dove non manca il filo dell’amaro in bocca, uscendo dal chiuso della coscienza fino al filtro della memoria, e si appoggia esclusivamente su accordi interiori e su reali ragioni d’arte.

Prefazione parte 2 - Lia Bronzi

Il romanzo possiede una propria sequenza temporale, arricchita da intertesti colti indietro nel tempo ma anche un preciso ordine, un concluso ritmo nel fluire di momenti e di cose, un unicum che è racconto alogico e poetico di sempre, testimoniato con la mediazione della storia, e la sua assoluta ineluttabilità.

Mentre le vicende, gli amici e taluni avvenimenti di portata contestuale ed esistenziale si risolvono in una fluida e commossa storia privata, ricca di palpiti reali e sentenziali come quando l’autore scrive: “.. per sfondare, te lo dico io, ci vogliono denti di acciaio e una lingua di velluto…” oppure come: “..una moglie, una casa,  un lavoro, un’ambiziosa precisa che piano piano, come in una commedia, evidenzia i suoi limiti e diviene mediocre…”.

Affermazioni che sono, alla fine, lo specchio di una condizione umana e culturale che è comune a tutti, ed è, al contempo, unità di misura e chiave di interpretazione per penetrare nel vivo della situazione contestuale, morale e sociale che avvalora la credibilità della stessa storia.

Non mancano nel fluire della narrazione bozzetti e fresche ed ingenue immagini, tra le più belle del testo, assieme alla figura della madre nello sfondo, silenziosa ed amorevole, sempre presente nella vita dell’autore, ad avvalorare il tempo puro e giovane, come ben si evince dal profilo tracciato, in modo lapidario, dallo stesso Lucifero, con parole che testualmente recitano: “…Dal fondo della grande aula mia madre certo guarda, lagrime di cristallo, trasparenti, non scese, sugli occhi ancora giovani, ma stanchi. Il figlio alla fine laureato: un uomo. Il marito perduto travolto dalla guerra, tanti anni prima, sembra finalmente rivivere”.

La laurea e l’amore

Robin Edizioni

Uscita: 2013