Il Libro

Lo sguardo acuto del poeta Alfredo Lucifero spazia su vasti orizzonti, in ambiti assai diversi, secondo un itinerario estetico di rara bellezza e compiutezza che gli permette di coltivare una poesia raffinata ed intellettuale, dove le parole sono rivestite di un valore musicale, evocativo, quasi magico, lasciando al lettore la libertà di intuire e di interpretare.

I soggetti delle sue poesie provengono dalla realtà ed hanno contorni netti e precisi, tuttavia, tale realtà, presente ovunque, ci appare misteriosa, inafferrabile e ci fa intuire un mondo nascosto che tocca le corde più inesplorate della nostra sensibilità con un modo vago a fluttuante di dire che è più un alludere, un accennare del poeta.

Presentazione

..Poesia di totale esplorazione dunque, con ritmi di una naturalezza concettuale distesa, che talvolta dà il senso di una trasparente gioiosità, tal’altra inonda di una nostalgia ed una mestizia diffusa ed essenziale, proveniente da un appassionato trasporto del cuore, come ad esempio in Regalo per un compleanno, dove si legge: “Può darsi che sia un sogno la vita…Può darsi che il vento porti il polline / Sui fiori che ho reciso / Ma i frutti non graniranno /Anche se sono fresche e umide le mani / Che li stringono al cuore. “.

Immagine metaforica, suggestiva, icastica e simbolica dell’umana dispersione, che non sempre è in grado di mettere il seme nella condizione di fruttificare. Ma nell’insieme del testo Ferie d’Agosto, è riconoscibile anche il sofferto percorso di un puro artista, che abbonda di quegli elementi per i quali può essere definito: poeta pensatore o filosofo, che passa attraverso vari stadi, dal mito, con lievi allusioni storiche a morali, al simbolo, dove è riscontrabile ciò che il poeta ha saputo rinnovare, soprattutto nello stile e nella forma a ciò che ha ricevuto dalla tradizione, per cui un pensiero nudo, nella sua astrattezza concettuale, raggiunge nell’espressione poetica un’intensità meravigliosa per significato umano a spirituale, perfuso da luce lirica fin nelle sue più intime fibre, come in Ritorno dove il poeta canta: “L’anima non c’è /Si allontana e torna / Dolorosamente per indicare / La felicità / Di quel ritorno. / L’anima torna quando il vento / Accompagna la sera / Il tramonto del sole / E tornano / Le fiammelle delle stelle. ” o ne Il primo giorno dove: “… Volavano le tortore / frecce di nuvole l E di nostalgia l Per quanto è già stato l E non sarà mai; /Diversità apparenti /Nella nebbia del sogno /E del ricordo / che non si sa / se mai fu vero “. In questa immaginazione filosofica e biologica delle tortore, appare la vita in un’integrale comunione ed assoluta unanimità, con un elemento che è insieme naturale e sociale, certamente astorico, con valore universale.

Talvolta i sonetti di Alfredo Lucifero, hanno la brevità dell’epigramma, che è pittura del genere, accompagnati da riflessioni acute, inaspettate e brillanti che appartengono alla sfera dello spirito e ne sono la sintesi più compiuta in un’ibrida mescolanza, piacevole per sottigliezza, grazia e profumo, non scevra da una malizia birichina di sapida osservazione della vita, con note intense e melodiose di passione, di gioia e dolore come ad esempio in Sensazione sul mare dove si legge:Un giorno strano è oggi sul mare / la linea all’orizzonte è svanita, / aria e acqua finalmente unite / in una nebbia azzurra / stanche di essere diverse tra loro. ” o in Congresso dove: “Elfi, maghi e streghe /Corrono al congresso /Attorno ad un nero cipresso /E ad un noce cortese: /è voce / Che qualcuno l Ne farà le spese. “.

Ma scorrendo il filo di Arianna della riflessione del poeta, si scopre anche il volto, pienamente genuino e la valenza universale di una mediterraneità densa a solare, nella dimensione originaria dei luoghi della memoria, dell’infanzia, della sensualità estiva dalla quale emerge un regno incantato, microcosmo dell’universo: il mare, quasi sempre benevolo, anche quando sia agitato, collegato alla vitalità psichica dell’A., ma soprattutto a quello stato inquieto, che ognuno di noi attraversa nelle fasi di transizione, mare che ci spaventa, ci regala, ci salva al contempo e che par dire al poeta: “Ce ne andremo / a correre sul mare / non avendo ali / per volare ” (da Correre).

Di diverso tono, ma sempre proveniente dal profondo e dalla storia del vissuto, segno indelebile dell’alleanza tra l’umano e il divino, che dà senso all’esistenza, è la lirica dal titolo Non guardarmi quale immagine speculare di una realtà più profonda, nella quale si ricompone l’inquietudine umana del poeta, che si snoda in bellissimi versi che trascriveremo integralmente: “Non guardarmi in volto /Non mi sai riconoscere: / ho gli occhi vuoti / e l’umanità spezzata / nella fronte. / Non sono io / Quello che vedi / Parlare con te, / sono andato lontano / ogni giorno / e il ritorno, / ogni volta, / diventa dolore. / Stringimi forte la mano /con le tue dita /sottili: / sentirai / ancora un attimo / la mia anima vagabonda. ” dove le parole divengono musica melanconica, che traduce un’istanza umana, appartenente non solo al poeta, ma a tutti coloro che hanno la sensibilità di recepirla, creando un momento magico che vibra di emozioni luminose, intrise di segreto e chiarezza al contempo, capaci di dilatare il proprio registro nelle improvvise espansioni e nelle variazioni minime, che compongono i singoli a solo, come nel trasporto lirico e nell’armonia di una costruzione sinfonica.

Dal punto di vista eminentemente stilistico, il testo Ferie d ‘Agosto è svelto ed essenziale, con tutte le caratteristiche della leggibilità, esente da suggestioni ermetiche a mistificazioni linguistiche è capace di elevare davvero, sia tecnicamente che come contenuto a comunicazione, oltre il territorio del fare poesia, salendo alto nella sfera della spiritualità, del pensiero, toccando le corde del cuore, anche in forma melica, proprio come in quel: “…misterioso vibrare / del mare di luna piena. ” (da Luna Piena), dove il viaggio della poesia si compie e si eterna.

Poesie

Regalo per un compleanno

Può darsi che sia un sogno la vita
con occhiate vuote e stanche nel risveglio
può darsi che sia una donna, la vita
dagli occhi azzurri e il cuore di un capriolo.

Può darsi che il vento porti il polline
sui fiori che ho reciso
ma i frutti non graniranno
anche se sono fresche e umide le mani
che li stringono al cuore.


Non Guardarmi

Non guardarmi in volto
Non mi sai riconoscere:

ho gli occhi vuoti
e l’umanità spezzata
nella fronte.

Non sono io
quello che vedi
parlare con te,

sono andato lontano
ogni giorno
e il ritorno,
ogni volta,
diventa dolore.

Stringimi forte la mano
con le tue dita
sottili:
sentirai
ancora un attimo
la mia anima vagabonda.

Ferie d’Agosto