Introduzione

Introduzione di Giuseppe Palladino

Riflessioni lungo il mare è anzitutto un ripiegamento del poeta nella memoria, al fine di far emergere ricordi che solo in apparenza si presentano disordinati alla mente, ma che in realtà sono vere e proprie schegge di sapienza, verità consolidatesi nell’animo attraverso l’esperienza del vissuto ragionato e maturo. Si tratta di illuminazioni progressive, di lampi che squarciano il cielo prima del deflagrare dei tuoni, di frammenti di emozioni, epifanie che riempiono le pagine di immagini da interpretare e che si prestano a una duplice lettura: una più immediata, oserei dire meramente letteraria, propria di chi è abituato a fermarsi alla superficie estetica delle cose; una più profonda, analitica, complessa, in grado di palesarsi solo al pensiero di colui che, uscito dalla caverna delle ombre, ama graffiare la conoscenza, scavare /asciando sanguinare le unghie per attingere alla fante pura della saggezza.

In questa silloge la parola ha imparato alla perfezione la lezione ·montaliana: essa rompe i normali legami associativi propri del discorso quotidiano, per rarefarsi, caricarsi di un significato “ulteriore”. Al poeta non interessa circoscrivere gli oggetti, bensì evocarli in modo sfumato, solleticando le nostre sensazioni. In questa prospettiva zl suono diventa preponderante sulla semantica, e ci sfida ad andare oltre le barriere della logica razionale, per perderci nel mare mobile e in divenire dell’inconscio, dove nulla è immobile e tutto si trasforma di continuo, dove il cemento armato della coscienza lascia ti trono alle sabbie mobili dei sentimenti.

La poesia qui si fa quasi canto, liturgia sacra che si impone con la potenza propria del racconto mitico, in grado di rigenerare, plasmare l’io con la forza vivificante del rituale, dotato di infinite possibilità creative. Riflessioni lungo il mare è un continuo percorso di scambio tra l’autore e la sua storia, un cammino maieutico che lui ci dona senza pretese pedagogiche: ben lungi dal volersi porre come paradigma, egli ci svela che il suo cammino è ancora un grosso punto interrogativo, che la sua anima ancora brucia di desideri terreni, che la sua ansia di ricerca e di scoperta è bel lungi dall’esser sazia.

Da un punto di vista strutturale la silloge si compone di due parti. Non ci sono titoli a distinguere programmaticamente queste due sezioni, perché sarebbero riduttivi: è talmente eterogenea la portata tematica della raccolta, che sarebbe impossibile “ingabbiarla” in indicizzazioni argomentative. In linea di massima possiamo dire che la prima parte presenta una tensione esistenziale più percepibile, fra le righe si respira un ‘inquietudine palpabile, mai risolta in angoscia, ma comunque elemento di fertile dissidio interiore. La seconda invece è più armonica, soffice, e anche la parola acquista un ritmo più sinuoso, un equilibrio a tratti quasi classico, pur rimanendo tuttavia sempre aliena da qualsivoglia riduzionismo metrico.

In questo secondo blocco di liriche fa capolino anche qualche riferimento al trascendente, a un mistico “oltre” che rimanderebbe a orizzonti di senso superiori alla finitezza umana, senza però mai sconfinare in exempla religiosi. Mi piacerebbe chiudere questa breve introduzione a Riflessioni lungo il mare ponendo l’accento su un ultimo tema anch’esso presente in queste pagine: quello dell’amore. Esso non è mai trasporto su un piano ftsico-materiale, ma si libra in uno spazio più etereo, sublime: è un balsamo disinfettante, una sorgente fresca e non inquinata dalle cose terrene, sempre associato a immagini di natura incontaminata, alla bellezza dell’incorrotto.

LE COSE PRECISE

Le cose precise
hanno il sapore del mare
del nulla e del vento

queste cose mi abbandonano
hanno il sapore di resina
come fosse vento
dell’acqua che scorre
come fosse mare

del respiro leggero
misterioso
come fosse anima
che accompagna giorni
interminabili

Meglio essere
in un altro mondo
dove svaniscono
le cose precise.

BELLEZZA

A volte le cose belle
annoiano
come un cielo turchese
che ogni giorno si colma di azzurro,

a volte riposano di più
piccole nuvole grigie
leggere e folte
come i capelli di una donna
si arruffano al vento.

CONDANNA

Eredi di Caino
ma innocenti,
la condanna di Dio
è inesorabile per tutti
anche per i più buoni.

Riflessioni lungo il mare

 Editore           Gruppo Albatros Il filo
Uscita   2012