Prefazione

Prefazione di Lia Bronzi

Scrive Fernando Pessoa: “La letteratura come tutta l’arte è la dimostrazione che la vita non basta”. Per questo fra la vita di Alfredo Lucifero, che è poeta, scrittore e scultore, e il suo essere profondo nel mondo, c’è un sottile, traslucido velo di cristallo, per la meravigliosa facoltà di astrazione che gli è propria e che coltiva con commozione, secondo riquadri di luce ed ombra nel rifugio del sogno, poiché egli ha coscienza oggettiva del Sé universale, che dà vita, divenendo al contempo mappa del suo futuro, secondo un percorso quantistico di sviluppo umano, dai quale intravedere la legge dei mondi paralleli, di rinascita dunque. “Naviga la luna/ nel cielo blu/ come una nave illuminata/ sono nato ora/ dopo tanti anni/ devo percorrere la vita/ e svolgerla in segreto … “, questo è l’incipit della lirica “Sono nato ora” da cui è stato rilevato il titolo della raccolta, volta ad acclarare, in modo assiomatico, temporale e diacronico, un itinerario dal sapore iniziatico, diverso da quello solitamente percorso dal poeta. ‘ E evidente che, Alfredo Lucifero, va ad usare dall’interno tutte le sensazioni con uno stato mentale il cui focus è concen-trato su ciò che sta pensando, con metodo analogico atto a creare segretamente una propria realtà, sulla quale interrogarsi fino all’imponderabile limite, verso il vuoto del mondo, dove si può pur alitare.

Scrive, infatti, il poeta in “Metamorfosi”: ” … ma il tempo non è questo/ è il mistero che ci conduce/ ad una vita immortale/ che può essere così breve/ assomiglia/ a un male misterioso/ sparito nell’energia/ che ci racchiude con tralci di vigna … ” dove il ritmo dell’immagine evoca un senso di vivere, come idea, nel mondo del mistero, nello strenuo rincorrere: ” … un ‘identità / ancora del tutto sconosciuta.” (“Ricerca”), quale sorta di rinascita benedetta o tentativo di evasione messo in atto da un Io che si sente braccato, ed è alla ricerca del perfetto stato tra materia e coscienza intimamente connesse, che vivono in sincronia l’una con l’altra. Ma talora l’idea di infinito si svela e le parole divengono “costellazioni di stelle” pur legate da materia oscura ed invisibile, capace tuttavia di rimandare un’immagine posi-tiva: ” … come se noi due, uniti,/ fossimo stelle.” (“Le stelle”) quasi a stigmatizzare il proprio valore di polarizzazione che unisce particelle di luce gemelle.

Ma la poesia è al di sopra dell’esi-stenza stessa, poiché si muove tra aspirazioni, anche irrealiz-zate e struggenti abdicazioni liminari, a partire dalla dialettica fra verità e finzione, sia di carattere estetico che psicoanalitico, da questo iato proviene la lirica “La forza di sognare” dove è scritto:” … è la forza vitale di ognuno/ uomo o animale/ è il pensiero/ è il senso di essere vivo/ (…) è l’amore/ è il dolore/ è il vento fresco della sera … “, fino ad essere l’angelo, quello capace di fermarti e proteggerti, quale interludio, forse, a ricoprire la sfiducia nella vita, dove si trova: ” … un demone oscuro/ che non riusciamo a capire.” (“La battaglia”). Ma le cose reali e nitide confortano e fanno sì che il cuore generoso del poeta le compenetri, secondo immediate emozioni vissute al cospetto della natura e nella sincronizzazione istantanea degli spin elettronici con essa, pur nel mistero confu-so dell’essere solo, tanto da scrivere nella chiusa di “Identità”: ” … sono solo con questa identità/ che tarda a seguirmi/ ma è così forte/ ma è così mia/ ma è così tenera/ così salata/ come acqua di mare”.

Uno straniamento dell’anima che va a conclamarsi ancor più in “Giorni che dicono addio” nei quali è il disconoscimento a prevalere nella serra dei giorni del nulla e dei non luoghi. Infine è l’eterno ritorno e la coazione a ripetere che traslano il pa-radosso della riproduzione inutile delle cose, quale memoria semantica e creativa che fa dire al poeta: ” … cosa c’è da fare/ ora che tutto è compiuto … ” anche se egli sa che la poesia assieme alla fantasia, possono offrire molto di più di ciò che può dare la vita-vissuta stessa, poiché la sua forza creativa sa azzardarsi a ripercorrere il cammino dell’arte, al fine di conquistarsi una svolta di respiro, dove: ” … forse inventare un’altra vita/ al posto di questa/ del tutto nuova/ tutta da vivere/ con una nuova felicità/ sconosciuta/ ma viva nel sogno”. (“attività”). Dal sogno, infine, arriva un’estensione di emozioni e motivazioni che altrim.enti non si dischiuderebbero positivamente al pensiero, come si evince dalle liriche: “Anima”, ”Alla piccola Diana” e ”Musica” che chiudono la raccolta, nelle quali il poeta cerca di cogliere una molteplicità di nuclei atti a liberare la sua zona d’ombra, dove egli si interroga come enigma, con parole ricche di senso. Una tendenza, questa del poeta, a convertire ogni affetto in poesia, ogni emozione in colore e forma, quindi in ritmo e puro lirismo, come solo i grandi poeti sanno fare.

VEDERE IL MONDO

In questo stesso momento
miliardi di occhi
di compagni di viaggio

vedono ogni parte di questa terra
che gira all’infinito
viva o morta

vedono tutto
anche se io non ci sono
chiuso nel mio garage di foglie
pronto a partire

con l’auto del sogno

vedono mari bellissimi
turchesi e verdi
vedono ghiacciai immensi
coperti di bianco

vedono boschi e foreste
con alberi altissimi
quasi a toccare il cielo
a fermare le nuvole

e la spiaggia
e il vento
e la serena tranqullità del riposo
che io posso gustare
vedendo ogni parte della terra

in questo mio garage di foglie
che non ha confini
ma fibre di pensieri e di sogni.

UNIVERSO

Ognuno è il centro dell’Universo
ad ogni morte muore l’Universo.

UNA DONNA BELLA

Cosa si prova
ad essere un altro
è un mistero semplice
so solo essere me stesso
con la stessa visione
della vita o di un film
non so se altri lo vedono uguale
con le stesse sensazioni

se sono diversi
nel viso e nell’anima
e ognuno vede l’eterno
diverso da me
che lo vedo infinito

solo il tuo volto
bellissimo
produce sensazioni di amore
e brividi di gioia.

Sono nato ora

 Editore           Gruppo Albatros Il filo
Uscita   2015