Presentazione di Romano Battaglia

“Queste poesie -confessa Alfredo Lucifero -le ho raccolte con il tempo come si fa con le foglie del giardino quando il vento della vita le strappa dai rami. Spero che trasmettano a chi le legge le stesse emozioni che hanno dato a me nello scriverle”. Sono spesso composizioni brevi, scheletriche, concedono appena il tempo di riflettere, ma il loro contenuto è di ampio respiro.

Sono state scritte in mezzo al chiasso della vita, tra fiumi di parole spesso inutili che servono solo a coprire le incer-tezze, il disagio interiore nell’affrontare gli altri. Le parole, il dialogo, sono importanti solo se ci arricchiscono, se trasmettono delle verità, se manifestano idee che aiutano a percorrere meglio il cammino della nostra esistenza. Le poesie di Lucifero sono così: vengono incontro ai desideri di tutti coloro che cercano. Bisogna affidarci alle persone che credono in noi perché solo la loro comprensione ci offre la possibilità di ritrovarci.

Parlando troppo e a sproposito dimentichiamo di dare peso al fruscio delle piccole cose, ai desideri di chi vorrebbe ascol-tare proposte più umane, più sensate. Il poeta, in questo caso, parla poco, lascia che sia il cuore a dettare l’essenziale. Dice un proverbio arabo che ogni parola, prima di essere pronunciata, dovrebbe passare da tre porte. Sull’arco della ‘ prima porta dovrebbe esserci la scritta: “E vera?”. Sulla seconda campeggiare la domanda: “È necessaria?”. Sulla terza essere scolpita l’ultima richiesta: “È gentile?”. Una parola giusta supera le tre barriere e raggiunge sempre il destinatario con il suo significato piccolo o grande.

Nel mondo di oggi, dove le parole inutili si sprecano, occorrerebbero cento porte, molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse. Lucifero ha trovato la porta giusta, quella che lascia libertà all’espressione. Dovremmo rivalutare il silenzio francescano per non essere travolti dal ritmo incalzante della vita di oggi e per ritrovare un dialogo sereno con noi stessi e con gli altri. Invece inseguiamo affannosamente gli avvenimenti quasi avessimo paura di essere lasciati indietro da un mondo che corre troppo in fretta: non abbiamo più tempo neanche per i ricordi e di conseguenza svanisce anche il passato nel quale è racchiuso tutto quello che abbiamo amato e dove è scritta la nostra storia personale, unico lasciapassare per il futuro.

Che cosa resterà della nostra identità se non saremo capa-ci di fermarci in tempo? Forse un campo sterminato di terra incolta dove le piante, come i sogni, inaridiscono e muoiono. “In questa solitudine della notte -dice ancora Lucifero -cerco di ritrovare me stesso, così com’ero da ragazzo in certi giorni di primavera quando a piedi scalzi salivo una lunga scala per vedere il mare dall’alto oppure rincorrevo farfalle bianche lungo i campi di girasoli”. Ogni essere umano è un universo di visioni e nessuna stella che splende lassù nel cielo può uguagliare la perfezione del suo cervello, né una costellazione contenere la potenza del suo pensiero.

Eppure in un mondo come quello di oggi la vita umana sem-bra non avere più valore e le farfalle bianche apparire come tante chimere. Gli individui sono diventati dei numeri, usati per quello che sanno fare e non per ciò che rappresentano, per il voto che danno e non per la coscienza che possiedono. Se l’umanità non ritrova il suo grande ideale nel proteggere la vita, nell’elevare l’amore, continueremo a scendere sempre più nel buio interiore. E quello che cerca di fare Alfredo Lucifero con questo libro di poesie, brevi, ma intense dove il silenzio può compiere la sua opera risanatrice perché può offrirci ogni volta l’occasione per un nuovo inizio.

Non occorre andare sulla cime delle montagne per cercare la calma e nemmeno nelle grandi città per trovare il fragore: abitano entrambi dentro di noi come la poesia.

Romano Battaglia

UN’ALTRA VITA

Quanta vita
nascosta nel pensiero
sfiorata dall’anima
che vorrebbe uscire
e visitare un altro corpo,

cercare la vita nascosta
e farla propria.

NARCISI

Una vita diversa
e tu tu sei fuggita
fantasma di pietà e di dolore

distrutta la bellezza
del tuo viso di bambina
ambrata da solchi di vizio
e di tempo
toccata e fuggita
da ricordi perduti;

quante lacrime oggi
annaffiano i narcisi
azzurri e rosa
lacrime inutili
perchè quei fiori han bulbi
e spuntano profumati di morte
senza che l’acqua li bagni

solo tu però resti
distrutta dal vento
da un tempo crudele.

NUOVA VITA

Fanciulla del nord
cigno candido
dagli occhi di perle
navighi nei sogni
impossibili
di questo tramonto infuocato,

nuova vita
dalle tue mani
imperiosa e silente
come un sogno
che non vuole finire.

Un’altra vita

Listino            € 8,00
Editore           Bastogi
Data uscita   01/2007
Pagine           80